De Domenica anca Dio se riposa - racconto di P. D. Hax: Il parroco, Don Sebastiano, si passò la mano sulla tunica sporca di polvere e si aggiustò gli occhiali sul naso. Era venuto a trovare il suo vecchio...
Continua su Libreriamo, la piazza digitale dedicata a chi ama la cultura.
mercoledì 15 giugno 2016
venerdì 27 maggio 2016
Recensione "La Stella" di Davide Rigonat
Titolo: La Stella
Autore: Davide Rigonat
Genere: Narrattiva - racconti
Editore: autopubblicato
Lingua: italiano
Pagine: 11
Asin: B014QBPNLE
Prezzo: gratuito
SINOSSI
Nulla è ciò che sembra. Questo il filo conduttore di questo racconto che descrive uno spaccato della vita di una stella discesa nel nostro mondo.
Estratto dall'antologia "LA NEBBIA e altri racconti", è uno dei 15 racconti che la compongono.
Estratto dall'antologia "LA NEBBIA e altri racconti", è uno dei 15 racconti che la compongono.
RECENSIONE
UN'OPERA VISIONARIA SU UN ARGOMENTO BRUTALMENTE REALE.
E' un racconto che tocca una tematica importante e della quale non si parla mai molto volentieri - o se ne parla con una tale superficialità, da annullarne lo sforzo.
Davide Rigonat racconta questa storia con un certo distacco, quasi fosse un cronista che commenta una partita di calcio, ma non è freddezza, la sua. E' un osservatore, e come tale, si limita a snocciolare i fatti così come sono, senza abbellimenti e senza imporci quali sentimenti provare.
La Stella è caduta, riuscirà mai a ritornare tra le sue sorelle, nel firmamento?
Molti (troppi) intraprendono questo viaggio, pochi raggiungono la meta.
Ho dato tre stelle solo perché, purtroppo, ho trovato alcuni refusi e, su un racconto così breve, potevano essere evitati con una buona rilettura. A parte ciò, è un racconto che consiglio di leggere, perché abbiamo bisogno di scontrarci con la realtà di tanto in tanto, per ricordarci che esiste.
Etichette:
astratto,
Davide Rigonat,
estratto.,
narrativa,
racconti
giovedì 26 maggio 2016
Recensione "Ragno" di Alessandro Saetta Vinci
Titolo: Ragno
Autore: Alessandro Saetta Vinci
Genere: Narrattiva - relazioni di coppia
Editore: autopubblicato
Lingua: inglese
Pagine: 303
Asin: B00VTWMMK4
Prezzo: Euro 2,99
SINOSSI
A Place, Florence. A Time, Four / Five Hours between Midnight and Dawn. What happens when a regular John Doe meets a young runway starlet?
Fun, fast, frantic and clumsy.
A -non- Love Story like you’ve never read before. Mainly because I’m no Bradley Cooper. And I’m no Ryan Gosling. That is.
RECENSIONE
IRONICO E GENUINO. UN BEL RACCONTO.
Etichette:
Amazon,
ebook,
emozioni,
ironia,
ironica,
lettura,
racconti,
recensione,
recensioni,
sentimentale
domenica 24 maggio 2015
IL RICORDO DI TE
Sullo
scoglio i piedi fanno un passo indietro a ogni ondata.
Tra i rumori lontani
della spiaggia, il suono ovattato dei bambini che giocano spensierati, tu mi
guardi e mi sorridi dicendo: “Non è difficile, puoi farcela!”
Ma
io non ci riesco, non posso…
Mi
tendi la mano e io vorrei tanto poterla prendere fra le mie e stringerla forte al cuore, invece abbasso
la testa come un mulo e vado contro vento. Solo i miei occhi sono rivolti verso
l’alto. Guardano te. Chissà se mi aspetterai. Più cerco di scendere da quello
scoglio, più cerco di avvicinarmi a te, più vedo la tua mano allontanarsi.
Sapessi
quante volte me ne sono chiesta il perché; eppure il tuo sorriso, sotto gli
occhiali spessi, è qui nella mia mente. Hai sempre avuto uno sguardo gentile,
sempre così ti ricordo. Sempre e per sempre così voglio ricordarti. Come nella
foto sul mio comodino che di tanto in tanto sfioro per salutarti.
Non
sono mai scesa da quello scoglio, non finché c’eri tu! Ero una bambina
vigliacca, ma ora non più. Saresti fiero di me. Ora guardo dritto negli occhi
chi mi sta davanti, e a chi mi tende la mano, la tendo a mia volta. Ho imparato
anche a mordere e a sorridere; talvolta lo faccio nel medesimo momento. Non
chiedermi come lo faccio, posso e basta.
Ma
sento ancora gli spuntoni della pietra sotto i piedi a volte e quell'angosciosa
sensazione di abbandono. Tutto e tutti sono lontani da me per migliaia di
chilometri mentre io sono sola, proprio come quel maledetto giorno in cui ti
diedi l’ultimo bacio.
Vorrei
poter non sognare di te, oppure sognarti più a lungo. A volte è come se qualcuno avesse preso il mio
cuore in pugno e lo avesse stretto fino a farlo scoppiare.
“Ecco
cara, tieni pure.”
Ma
cosa posso farmene io di un cuore infranto, ora? Lo rimetto a posto assieme a
tutto il malandato resto e mi accoccolo sotto le coperte. Sono stanca e
spaesata oggi, probabilmente per questo ti scrivo.
Mi
manchi…
Etichette:
amore,
emozioni,
introspettiva,
lettura,
paura,
sentimentale,
singolo,
vita
venerdì 22 maggio 2015
Leggi che ti passa!
Ieri, dopo almeno tre anni che non lo facevo, sono stata convinta da un amico a dare una lettura in streaming (anche se solo via skype). Mi sudavano le mani, mi tremava la voce e stavo realmente pensando di fingere un decadimento della linea - sì lo so è puerile, ma la paura fa questo effetto.
Alla fine mi sono detta: "Non fare la stronza! Vai e colpisci."
Così dopo più di tre quarti d'ora di preparazione mentale (costituita principalmente dalle parole: "Vai Patty, vai Patty, dai cazzo!"), mi sono decisa a dare questa lettura.
Come sempre, non appena ho iniziato a leggere il testo, si è creato un silenzio surreale sulla linea. Erano tutti pronti ad ascoltare ciò che avevo da dire.
C'è qualcosa di più terrorizzante di questo (a parte gli abiti che sfoggia Noemi a The Voice)?
Comunque fortunatamente, una volta iniziato, è stato un po' come rimparare ad andare in bicicletta. Due pedalate e stavo già correndo, forse anche troppo.
Ammetto che il fatto di leggere per persone che conosco e con le quali intrattengo un rapporto d'amicizia, abbia reso le cose un po' più semplici, però sono felice di aver tolto qualche mattoncino da questo muro che stava davvero crescendo un po' troppo.
Il mio problema è che mettere a nudo una parte di me, mi mette un po' in soggezione. Insomma facciamo un esempio pratico: vi chiedono di mostrare la vostra "trottolina amorosa dudù dadà" davanti a tutti, non è mica semplice! A meno che non siate delle attrici porno, ovviamente.
Per me fare una lettura in streaming è mostrare apertamente emozioni che altrimenti sarebbero nascoste tra le righe dei miei scritti. Una sorta di "outing".
Comunque, in barba a tutte le mie angosce, la lettura è andata bene. Ho incespicato in un paio di parole e ho fatto da centometrista in alcuni punti del testo, ma per il resto è stata soddisfacente. Chissà che piano piano non torni a farne più frequentemente e su uno streaming vero come ai vecchi tempi!
Alla fine mi sono detta: "Non fare la stronza! Vai e colpisci."
Così dopo più di tre quarti d'ora di preparazione mentale (costituita principalmente dalle parole: "Vai Patty, vai Patty, dai cazzo!"), mi sono decisa a dare questa lettura.
Come sempre, non appena ho iniziato a leggere il testo, si è creato un silenzio surreale sulla linea. Erano tutti pronti ad ascoltare ciò che avevo da dire.
C'è qualcosa di più terrorizzante di questo (a parte gli abiti che sfoggia Noemi a The Voice)?
Comunque fortunatamente, una volta iniziato, è stato un po' come rimparare ad andare in bicicletta. Due pedalate e stavo già correndo, forse anche troppo.
Ammetto che il fatto di leggere per persone che conosco e con le quali intrattengo un rapporto d'amicizia, abbia reso le cose un po' più semplici, però sono felice di aver tolto qualche mattoncino da questo muro che stava davvero crescendo un po' troppo.
Il mio problema è che mettere a nudo una parte di me, mi mette un po' in soggezione. Insomma facciamo un esempio pratico: vi chiedono di mostrare la vostra "trottolina amorosa dudù dadà" davanti a tutti, non è mica semplice! A meno che non siate delle attrici porno, ovviamente.
Per me fare una lettura in streaming è mostrare apertamente emozioni che altrimenti sarebbero nascoste tra le righe dei miei scritti. Una sorta di "outing".
Comunque, in barba a tutte le mie angosce, la lettura è andata bene. Ho incespicato in un paio di parole e ho fatto da centometrista in alcuni punti del testo, ma per il resto è stata soddisfacente. Chissà che piano piano non torni a farne più frequentemente e su uno streaming vero come ai vecchi tempi!
martedì 28 ottobre 2014
Recensione film: "The anomaly"
TRAMA:
Un uomo si trova di punto in bianco a non essere padrone della propria vita, qualcun altro ha preso il controllo del suo corpo e della sua mente grazie a un impianto sottocutaneo collegato a un satellite in orbita. Torna in se stesso solo per nove minuti e quarantasette secondi alla volta, tempo questo, necessario al satellite per poter fare un reboot. Quel reboot è l'anomalia. Grazie ad essa, di volta in volta, l'uomo scopre un nuovo tassello del puzzle, e al contempo tenta di porre rimedio alle azioni perpetrate dall'ospite indesiderato e suo figlio. Una continua lotta contro il tempo, adrenalina a mille, tensione allo stato puro.
Wow! Sembra un film fighissimo, vero? In realtà non è così.
L'unica anomalia di "The anomaly" è che sia stato prodotto. Probabilmente chi ha tirato fuori i soldi avrà ingenuamente pensato che il fatto di inserire tre protagonisti molto carini avrebbe fatto la magia, invece la triste realtà è che ha toppato di brutto.
Dialoghi vuoti, situazioni improbabili, scene di combattimento improponibili.
Non voglio neppure dilungarmi troppo sul doppiaggio che è stato fatto al risparmio (ma come si può far doppiare più attori a un unico doppiatore? Ma di che cosa si erano fatti? Ma non ce l'avevano un fratello, un cugino, uno zio che potesse dire quel paio di battute?).
Che altro dire?
Se vedete il dvd in vendita, cambiate strada!
Voto: 1 stella
Etichette:
anomaly,
azione,
fantascienza,
film,
Ian Somerhalder,
recensione,
recensioni,
thriller,
UK
sabato 25 ottobre 2014
Il nostro segreto
C’era una volta
un grande libro color rosso carminio. Nelle sue pagine erano raffigurate
principesse e principi che indossavano abiti sfarzosi; c’erano zucche
trasformate in carrozze e topolini magicamente tramutati in bellissimi cavalli
bianchi. Non c’era limite a quanto veniva narrato all'interno di quel libro.
Io ero solo una
bambina che voleva scappare dalla realtà, così mi rifugiavo in quelle pagine,
mi nutrivo della fantasia che ne scaturiva, mi dissetavo dei lieto fine in esse
contenuti. Quando chiudevo quel volume non ero costretta a tornare
immediatamente alla mia vita; potevo immaginare che la storia continuasse,
potevo fantasticare su cosa avrei fatto o non fatto nelle situazioni descritte
e che avevo letto; potevo fingere di essere qualcun altro.
Non si finisce
mai di essere bambini, ma bisogna ammettere che talvolta operiamo delle scelte
che ci portano a dimenticare noi stessi. C’è chi accetta, sposa e abbraccia, il
suo essere bambino e quindi continua a ricordare per sempre, e chi cerca di
sfuggire a questa legge naturale. Chi si allontana, purtroppo, perde un po’ di
se stesso, perde un pezzo d’anima. Questo ho sempre pensato e continuo ancora a
pensare. Il cuore si indurisce, la mente inizia a compiere un’indicizzazione
analitica di ciò che va tenuto e di cosa può essere lasciato indietro.
La mente senza
il cuore non è nulla. E’ così che dimentichiamo cosa sia la felicità, cosa sia
la pace interiore. È così che dimentichiamo cosa significhi apprezzare i bei
momenti.
I miei sogni di
bambina erano per lo più incentrati sulla figura del principe azzurro. Bramavo
il momento nel quale avrebbe galoppato verso di me sul suo maestoso
destriero, e mi avrebbe portato con sé
al castello del quale, un giorno non troppo lontano, io sarei stata la regina.
Nei miei sogni
di bambina, il principe azzurro era bellissimo, con la chioma fluente e il
sorriso solare; era coraggioso e avrebbe combattuto per me contro chiunque.
Oggi i miei sogni sono sepolti sotto una sottile patina di cinismo camuffata da
maturità, ma non ho smesso di sognare: mi sono solo ridimensionata.
Il mio principe
non è più un principe, non indossa un’armatura lucente, non ha un cappello col
pennacchio e non cavalca un maestoso destriero, però ha occhi profondi e sono
certa, anche gentili in talune occasioni. Veste di tutti i colori e non più
d’azzurro, e ha un sorriso misterioso, lieve come la rugiada che si posa sui
fiori di primo mattino.
Mi piace quel
sorriso che aleggia sulle sue labbra: è il mio trofeo, la mia vittoria; e se
pure non ho occasione di vederlo con i miei occhi, so che è sempre presente
anche quando lui non è con me. È l’energia che accende la mia giornata, è la
forza che la fa volare a velocità vertiginosa. È il segreto che condividiamo.
Sono felice del
mio principe non principe; sono felice di non essere destinata a indossare i
panni della regina di un castello di cui non m’importa nulla. Sono… felice.
Etichette:
amore,
anima,
donna,
personalità,
principe,
principi,
racconti,
realtà alternative,
regina,
segreti,
segreto,
vita
Iscriviti a:
Post (Atom)
